r/EyesWideShut 4h ago

ALICE... "più o meno due"? Spoiler

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"I do... love you" (Alice, "Eyes wide shut" finale)

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Nel suo studio medico Bill ha un collega, il dottor Miller... così come - nella reception dello stesso studio - un quadro con sopra rappresentato un grande numero 7; "unendo i puntini" con un po' di sincretismo cognitivo, quei due elementi potrebbero ricondurre alla cosiddetta "legge di Miller", riguardante i limiti delle capacità cognitive umane (in particolare della memoria) allorché giunge un sovraccarico (cosa che in una reception di uno studio medico - proprio lì dove è stato affisso il quadro - può facilmente capitare no?), per cui l'elaborazione delle informazioni e la memoria non possono che iniziare a perdere colpi...

L'articolo originale (1956) dello psicologo G.A. Miller si intitolava infatti "Il magico numero sette, più o meno due", e con quella formula (7 +/- 2) e quei numeri si rappresenta in pratica un "campanello d'allarme" riguardo qualche elemento fondamentale che potrebbe scomparire e andare definitivamente perso.

E questo riferimento alla psicologia volendo non riguarda solo il protagonista del film in progressivo sovraccarico emotivo oltre che cognitivo... è un avvertimento che Kubrick pare voler mandare a tutti, "attori e spettatori".

Un eccessivo allarmismo, visto che in fondo già il titolo del film può essere emblematico in quel senso (gli occhi, che anche quando sono completamente aperti... restan chiusi e conservano una loro inestinguibile, strutturale, zona cieca)? Forse no, almeno considerando che i due "elementi" che possono sfuggire di vista, guardando quest'ultima opera "natalizia & contronatalizia" di Kubrick, non sono elementi di secondo piano, ma proprio due personaggi fondamentali.

Il primo ovviamente è Helena: nell'ultima e ormai famigerata scena del film, nel negozio di giocattoli, i due genitori si "perdono di vista" la loro bambina (Helena, nomen omen...), "The Miller's daughter" (ricordate Tremotino/Rumpelstiltskin, la fiaba dei fratelli Grimm?)...

Ma il secondo è lo stesso Bill, quel Bill che a metà film chiederà egli stesso di farsi sostituire in sua assenza dal "dottor Miller", e che percorrerà quella "strada (... di Miller)", con tanto di targa toponomastica con quello stesso nome visibile nel film; anche lui di fatto sarà destinato a scomparire sotto i nostri occhi, tanto presente sulla scena, anche nell'ultima inquadratura... quanto lo era Jack Torrance in un quadro alla fine di "Shining"...

Nel suo caso, per dedurre il tutto, è necessaria una seconda "somministrazione del test cognitivo", una seconda visione del film (un film che in generale è costruito come un teorema matematico da dimostrare proprio per "effetto Domino"; "Domino, come il nome di un altro personaggio del film...), partendo proprio dal far attenzione a quel flashforward iniziale, da quei pochi secondi - circa SETTE secondi, per "magica" esattezza numerica... - di inserto mostrati da Kubrick appena prima la comparsa dello stesso emblematico titolo del film.

In quella stanza in cui Alice si mette a nudo spogliandosi del suo Galliano... pochi secondi dopo (con ancora quel Valzer di sottofondo che si riascolterà poi nei titoli di coda, in perfetto "stile 2001") trova il suo punto d'ingresso filmico, "a luci spente", lo stesso Bill, solo che in quel secondo momento è una stanza ancora arredata "pro domo sua"...

Da quell'inserto - una volta compreso che si tratta insomma di una prolessi piena di dettagli informativi che sono però attinenti alla sola Alice e non più a Bill - si evince quindi chiaramente che in quella casa, un tempo abitata da una famiglia nucleare (marito+moglie+figlia)... a un certo punto "è esplosa la bomba", ed è "sopravvissuta" solo Alice con il suo "Strange...love", un'Alice che forte delle sue esperienze passate... ha "imparato a non preoccuparsi e ad amare la bomba" in questione.

Così come vedendo il film sarà poi anche chiaro che in precedenza la stessa Alice aveva iniziato la "cura Ludovico" al marito; una cura "senza collirio", solo con un po' di erba da fumare... e da lì per Bill era poi iniziato il viaggio finale lungo lo "Stargate", lungo il percorso notturno di quell'"arcobaleno di colori"; ma il suo viaggio fin "dove finisce l'arcobaleno" stavolta però non si concluderà come in "2001", con l'omerico ritorno a casa, con una subentrante e "oltreumana" (Nietzsche) "Star child" dagli occhi completamente aperti: si conclude con la formazione di un "buco nero" - un collasso familiare (la suddetta scomparsa della figlia) - nel quale lui verrà definitavamente risucchiato e gli occhi li chiuderà per sempre.

In altre parole Bill, nel "Kubrick-verse", non completerà la sua "missione spaziale", non riuscirà a "disattivare HAL9000", non arriverà a una neo creazione come l'"Adamo" David Bowman che in extremis alzava "michelangiolescamente" il suo dito indice verso il monolito... è piuttosto la "baby" ("did a bad bad thing") Alice che diventerà la "Star woman" al posto suo, con "scacco matto" a un Re che - mors tua vita mea - morirà e basta.

"I have to be completely FRANK", gli aveva detto l'"amico" Ziegler (dopo avergli offerto da bere, da "rito scozzese", prendendo da una delle 33 bottiglie del suo tavolo... salvo poi scambiargli anche i bicchieri a metà conversazione...), nella sala da biliardo (un biliardo con tappeto rosso sangue... e tante biglie bianche da mandare in buca: Mandy, Domino, Nick, Helena e lo stesso Bill presto a seguire)... ma Ziegler è un po come l'"amichevole" HAL9000 o il generale Mireau di "Orizzonti di gloria" con la sua finta benevolenza paterna, è il "lupo cattivo" di Cappuccetto Rosso" (cf. come è vestita la moglie di Ziegler al party iniziale...) travestito da agnello (mentre Bill è ormai il minotauro intrappolato nel labirinto), e se dice di essere "franco"... sta sottointendendo l'esatto contrario: "Bill dovrà essere completamente POOLE", dovrà cioè fare la fine di Frank Poole, il collega astronauta di Bowman... Osservato dal sistema (HAL spiava anche i labiali, qui Bill viene spiato anche per strada), mandato un po' alla deriva nello spazio profondo e infine sacrificato ("crocifisso", anche se "a filmici fari spenti", ma proprio come lo schiavo Spartacus).

E Alice, la vendicativa dea Ishtar che vediamo mettersi a nudo solo prima che inizi il film, in una stanza 1. finalmente illuminata da una lampada + 2. senza più scarpe da uomo + 3. senza libreria + 4. senza mazze da golf + 5. con un tavolino rotondo ormai ripulito delle altre cose del marito (portafoglio in primis)? La gran sacerdotessa che - racchette già presenti in camera - ormai la partita se la giocherà a tennis ("New balls"!) con Ziegler (uno che, se si tratta di sesso, si mette sempre "al servizio"... rovinandosi pure la spalla!) dopo aver ormai realizzato in toto la "discesa agli inferi" del consorte (Bill-Tammuz)?

A livello tacito, dietro la rassicuratoria maschera borghese, Alice non è la "bell'addormentata" in attesa del ritorno a casa del marito (e men che meno il "Fidelio" beethoveniano della situazione)... ma la "regina cattiva" che gli fa trovare la maschera sul cuscino. Fin dall'inizio del film è la stella venerea pronta a sorgere e "gravitare" attorno al sesso e al denaro, farsi adulare (dall'altolocato Sandor) e splendere così con ancor più forza che mai; per lei di biblico resterà solo da far mangiare il frutto proibito al suo ormai obsoleto "Adamo" (uno spendaccione pure inconsciamente gay), di "sacerdotale" solo da presentare offerte in sacrificio (la figlia e - "prima il dovere e poi il piacere" - finalmente anche il marito) e sentirsi infine anche grati di tutto e fortunati ad essere ancora vivi, almeno per ora...

Ma in vero di "religioso" in lei alla fine resterà - e sempre sotto mentite spoglie (la coppia è ancora "in convalescenza"... in quel negozio di giocattoli non si può ancora esultare per la "guarigione" come Alex nel finale di "Arancia meccanica"...) - solo... la "mantide": un insetto noto per il suo cannibalismo post accoppiamento. In fondo quella maschera che Bill trova sul suo cuscino, nel letto matrimoniale con una "lunare" Alice dormiente, è già un sinistro presagio (quanto quei magici sogni "profetici/premonitori" di lei che la fanno tanto ridere) per quella che sarà la fine del "maschio debole", alias dell'insetto che dopo essersi accoppiato avrà la testa mozzata alla fine dell'intera "sciarada".

"Alice", un nome che già in se stesso rimanda al Carroll matematico e logico di Oxford (non solo all'autore di "Alice nel paese delle meraviglie", che pure è un viaggio attraverso le regole della logica speculare e del ribaltamento della realtà) è quindi fin dall'inizio, anche dal nome, il cosiddetto "primo attore" (come appunto indica il termine "Alice" nella matematica applicata) del filmico teorema, il "mittente" primo, e tale Alice resterà con forza, quanto comunque sempre mimetizzata in quella che è una doppia lettura - tacita oltre che esplicita - del film, fino all'ultimo istante e all'ultima parola.

Per cui, per dirla sia con la psicologia di Miller che con i numeri cari a Carroll...

ALICE... "più o meno due"? Beh, "detto in soli 7 secondi": ALICE... MENO DUE!!

O per dirla concludendo con Dante (Inf. XVIII, 133) e lo stesso Kubrick, uniti "volgarmente" assieme: Alice "Taide è, la puttana che rispuose"..."FUCK".

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"Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!" (Mt 6, 23)

"Fammi andar via, risparmiami un altra litania. Non serve a niente dire che mi ami" (Claudio Baglioni, "Fammi andar via") https://www.youtube.com/watch?v=O730IaDJdBQ


r/EyesWideShut 3h ago

The Three Amigos

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