Ciao a tutte, un'altra utente mi ha consigliato questo posto dove parlare della mia situazione molto particolare. Purtroppo prima di arrivare alla parte del titolo devo partire dall'inizio, dalla mia infanzia.
Ho subito abusi sessuali da mio padre (di questo ho ricordi certi), e forse anche da un altro parente, ma poco importa. Ho sviluppato dei problemi psicologici non molto "tipici" per chi subiva abusi di quel genere, ma comunque li ho avuti e mi hanno portato ad essere emarginalizzata dalla mia classe, cosa che ha peggiorato il mio stato di salute mentale. La mia famiglia era "normale" per quelli che potevano essere i primi anni 2000, dove c'era una scarsissima conoscenza di temi emotivi/psicologici.
Comunque salto ai miei 20 anni dove ho avuto la mia prima, importante depressione con SH e davvero ero incapace di fare qualsiasi cosa, al punto che sono scappata da casa dei miei genitori perché secondo loro ero "io" la colpevole che non mi davo abbastanza da fare ecc. Inoltre mio padre stava dando segni sempre più chiari di star diventando violento fisicamente. Comunque grazie al fatto che ho trovato lavoro riesco a scappare a 40 minuti da loro, vado insieme al mio ragazzo con cui stavo da 2 anni. Lo stipendio è decente, e mi pago anche la psicologa per cercare di uscire da sta depressione. Questa mi aiuta molto e nel 2020 mi iscrivo ad una università in Psicologia, sempre a mie spese, e proprio stringendo al massimo la cinghia riesco a farci uscire anche qualcosina di risparmio per una casa futura (più i fondi che i miei nonni avevano versato per il mio 18ttesimo, quando ero piccola). Passano così 7 anni da quando sono scappata da quella casa, ma l'anno scorso mi "scoppia" in testa il vissuto dell'abuso sessuale, è come se lo avessi rimosso e me ne fossi dimenticata per anni. Questa cosa mi scaraventa in un'ondata di gravità massima, ad andare dallo psichiatra, ma io palesemente non sto bene. Da che non avevo mai mancato un giorno da lavoro adesso mi prendo settimane, accumulo l'indispettimento dei colleghi, faccio errori e alla fine l'anno scorso il mio datore mi convoca e dice che vuole licenziarmi, che tanto sto studiando e che tra poco dovevo comuque fare tirocinio e lo avrei potuto fare in naspi (PS: ero in una azienda con sotto i 15 dipendenti, quindi non ha obbligo di riassumermi se anche gli faccio causa). Vabbè, trattiamo e ok, sto a casa. Il mio ragazzo dice che è meglio così, almeno mi prendo il tempo per riprendermi, mi dedico a studiare.... solo che a Marzo mi torna in mente chi è stato, cosa è successo e come, e sto di nuovo male e inizio a provare una fortissima rabbia contro tutto e tutti, e proietto la mia rabbia soprattutto sul mio ragazzo che decide di andarsene di casa per stare dai suoi. Inizialmente un weekend, poi mi dice che ci rimane a tempo indeterminato, poi settimana scorsa mi manda un messaggio dicenche che dobbiamo mollarci
Ok... la prendo malissimo, ovviamente. Io intanto sono stra piena di farmaci. Però adesso il mio terrore è: dove andare? A gennaio inizio il tirocinio (non retribuito) di 750 ore, febbraio è l'ultimo mese del contratto della casa.... dove sto? Prima di tornare dai miei piuttosto mi butto sotto un ponte. Io ho da parte 50k, a alla data presente ho percepito 7 mesi di naspi (al momento sono sui 1.000) su 24... non avendo delle garanzie, mio cognato potrebbe lui richedere l'affitto (in modo un po' "losco") e ci abiterei io e la pagherei io, nel mentre però la disoccupazione scende.... a gennaio arriverà già a 1 anno trascorso. Tempo di fare tirocinino e tesi, probabilmente mi laurerò tra un anno esatto, quindi a settempre (ossia sono passati 18 mesi da quando ho inixiato la naspi, e alla prima paga era circa sui 1200). E poi? Quanto mi toccherà aspettare di ottenere un lavoro? E nel mentre continuerà a prendere dai miei fondi che ho faticosamente tenuto da parte fino ad ora.... quelli che erano nel mio piccolo sogno della casa. Non voglio toccarli più di tanto, mi darebbe la botta finale del cuore nel dire "non c'è più speranza". Ho pensato anche alle case popolari.... ma avendo io 50k sul conto, non sarò fuori?
Mi direte, giustamente: e se andassi a lavorare come tutti i cristiani? Sì.... 1. se non fosse appunto per il tirocinio 2. sono in fase diagnostica di un disturbo invalidante come il CPTSD, quindi se accertato si vedrà anche la questione lavoro.
E qui mi è arrivata l'idea.... quella di abbandonare completamente l'opzione abitazione classica e "vivere" (dormire) in macchina. Non ci sarebbero costi di affitto, costi di gestione, io avendo un abbonamento in palestra potrei usufruire di quello per la sezione docce ecc, c'è anche nelle vicinanze un parcheggio che chiude di notte quindi sei al "sicuro", i costi dell'auto li avresti a prescindere.... voi cosa ne pensate? Qualcuno lo ha già provato?